PROJECTS

This post is also available in: English (Inglese)

IL CEDRO E LA ROSA

 

Un uomo solo in scena, circondato dai suoi molteplici strumenti e su tutto la sua voce, capace di estendersi dal registro baritonale a quello di mezzo-soprano, una voce fluida che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, la ricchezza melismatica e il silenzio.

Partendo dalla tradizione musicale della Puglia, sua terra natale, l’artista esplora i confini musicali del Mediterraneo attraverso una scelta di brani dettata da una logica fortemente personale ed emozionale: più che una mera raccolta antologica di brani si tratta di una scelta che insegue gli echi di uno stesso canto millenario, una antica melodia in cui sacro e profano si fondono inestricabilmente dettata da una logica fortemente personale ed emozionale: più che una mera raccolta antologica di brani si tratta di una scelta che insegue gli echi di uno stesso canto millenario, una antica melodia in cui sacro e profano si fondono inestricabilmente.

Come in un giardino di cedri e rose, tarantelle e canti d’amore dal Gargano e dal Salento (le due estremità geografiche della Puglia) si intrecciano con struggenti fado portoghesi e dolci melodie sefardite, greche, libanesi; antiche preghiere in aramaico e latino si fondono con canti rituali sufi e ortodossi.

E nel mare di queste tradizioni naviga una nuova scrittura d’autore, fortemente ispirato al passato e insieme proiettato in un sound moderno: strumenti come il santur persiano, l’harmonium indiano e soprattutto la voce dialogano incessantemente con loop machines e ambient effects creando nuove e sorprendenti possibilità timbriche al servizio di una polifonia e poliritmia sorprendente e pulsante.

Il Cedro e la Rosa _scheda_nc

Fabrizio Piepoli
voice, santur, shruti box, guitars, piano, loop machines, live electronics


AUTUMN SESSION

 

Una manciata di ballate della tradizione irlandese, scozzese e inglese, unite ad alcuni classici di songwriters come Bert Jansch e John Martyn, in una rilettura personale lontana dagli stereotipi di genere che si ispira al folk progressivo dei primi anni ’70. Delicate atmosfere acustiche sulle quali si innestano frequenti incursioni strumentali di gusto psichedelico, ad accompagnare una voce capace di restituire la dolcezza e lo struggimento delle liriche tradizionali.

Fabrizio Piepoli
vocals, acoustic guitar, bass

Adolfo La Volpe
electric guitar, irish bouzouki

Alessandro Pipino
keyboards, toy piano, music saw, glockenspiel


LA CANTIGA DE LA SERENA
Canti d’amore, preghiera e gioia dal Mediterraneo

 

La Cantiga de la Serena è un ensemble di musicisti del sud Italia (Puglia -Salento) rivolto al recupero e alla rielaborazione della musica antica e popolare del bacino del Mediterraneo, vero e proprio ponte culturale tra Occidente e Oriente.
Il repertorio si basa sui brani della tradizione popolare pugliese dal Salento al Gargano (canti ‘alla stisa’, ninnananne, tarantelle, pizziche) rielaborati ed eseguiti in una chiave elegante e raffinata accostati ad antiche cantighe e romanze sefardite -espressione della cultura e delle tradizioni degli ebrei spagnoli- a canti medievali cristiani di pellegrinaggio e devozione (Cantigas de Santa Maria, Llibre Vermell de Montserrat) e splendide melodie delle tradizioni provenzale, arabo-andalusa e portoghese.
Un viaggio millenario nella musica del Mediterraneo tra i ritmi ipnotici ed incantatori della tarantella del sud Italia, le dolci melodie ebraiche, la devozione dei pellegrini cristiani, la raffinata tecnica improvvisativa del maqam islamico, i tempi dispari della musica mediorientale e balcanica.
Musiche che celebrano semplicemente la vita quotidiana.
Un esempio importante di come diverse culture e religioni possano convivere pacificamente e sopravvivere nei secoli attraverso l’esperienza musicale, ed al tempo stesso la testimonianza di un’epoca in cui le tradizioni musicali appartenenti a popoli differenti si mescolavano ed arricchivano a vicenda in maniera naturale.
La Cantiga de la Serena esegue questo repertorio utilizzando strumenti che appartengono a diverse culture musicali, lasciando ampio spazio ai momenti improvvisativi, alla libera espressione del proprio modo di sentire e filtrare questi antichi canti di amore, preghiera e gioia.

La Cantiga scheda 2020

Fabrizio Piepoli
voice, santur, shruti box, percussions

Giorgia Santoro
flute, bass flute, bansuri, xiao, cymbals

Adolfo La Volpe
oud, corsican cittern, irish bouzouki, guitar


GHIBLI

 

I suoni, perché la musica riesce ad abbattere confini e campanilismi e a saldare i popoli con l’arma delle emozioni. Gli echi, di disperazione e d’aiuto, di tanti uomini e donne che vendono la propria dignità per un pezzetto di ipotetico futuro. Gli echi silenziosi di tanti bambini che non diventeranno mai grandi. Ma anche echi di amore aggrappati alla vita, di piccole felicità e di ostinata speranza.
E allora, fermatevi per un po’ e lasciatevi trasportare da questo “Ghibli”.
Il vento di scirocco che arriva da sud-est e porta pioggia.
Questa sera porta solo suggestioni. Ascoltatelo.
(Dino Cassone)

Ghibli è un concerto che vede unite due delle voci più importanti della world music italiana e del pop di matrice mediterranea: il libanese di origini palestinesi Nabil Bey (voce dei Radiodervish, collaboratore di artisti come Battiato e Noa) e il pugliese Fabrizio Piepoli (ex voce dei Radicanto e collaboratore di Raiz, Teresa De Sio).
Insieme intessono una trama di canzoni che abbracciano la storia della musica mediterranea, da antichi canti devozionali Sufi a canzoni d’autore del più raffinato pop mediorientale, mescolando suoni acustici ed elettronica. Un abbraccio musicale che racconta l’unione e la fratellanza, al di là delle laceranti divisioni, un canto di speranza e di convivenza che lenisce le ferite dei conflitti e, attraversando il passato fino alla contemporaneità, si fa portavoce di una nuova storia di pace. 

GHIBLI_scheda

Fabrizio Piepoli
voice, piano, electric guitar, live electronics

Nabil Bey
voice, guitar, frame drum


Scroll UpScroll Up