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Il Cedro e la Rosa

Un uomo solo in scena.
La sua voce, circondata da molteplici strumenti, capace di estendersi dal registro baritonale a quello di contro-tenore. Una voce sofisticata, fluida che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, la ricchezza melismatica e il silenzio.


Un canzoniere Mediterraneo, fra tradizione e modernità, dettato da una logica fortemente personale ed emozionale, che insegue gli echi di un comune antico melos in cui sacro e profano si fondono inestricabilmente.
Come in un giardino di cedri e rose, tarantelle e canti d’amore dal Gargano e dal Salento si intrecciano con struggenti fados portoghesi e dolci melodie sefardite, greche, libanesi, armene. Antiche preghiere in aramaico e latino si fondono con canti rituali sufi e ortodossi.


E nel mare di queste tradizioni naviga la sua appassionante scrittura d’autore, fortemente ispirata al passato e insieme proiettata in un sound moderno. Uno strumentario antico (santur persiano, l’harmonium indiano) e moderno (pianoforte, chitarre) dialoga incessantemente con loop machines e ‘ambient effects’, aprendo nuovi e sorprendenti scenari sonori.

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